Ci hanno promesso l’oro. Ma l’oro è dentro le parole. La pietra che tutto trasforma è ancora da cercare. È l’utopia che ci tiene vivi, è il sogno alchemico di ogni narratore: cambiare la materia grezza della realtà in luce. Questo giorno è per chi crede ancora
Ore 17.00 – Piazza della Libertà
Se una notte d’inverno un algoritmo
- Con Veronica Nicosia
Cosa significa essere narratori umani in un mondo in cui anche gli algoritmi raccontano storie? In principio erano le query. Poi vennero i prompt. Oggi, stiamo conversando con le intelligenze artificiali come se fossero personaggi di un romanzo che scriviamo a quattro mani. Siamo nel cuore di una rivoluzione tecnologica, ma anche narrativa: parliamo con le macchine, e le macchine ci rispondono. Come nel romanzo di Calvino, anche oggi leggiamo una storia che sembra scriversi mentre la leggiamo. Ma stavolta, a scriverla con noi, è un algoritmo.
Ore 18.00 – Piazza della Libertà
Sciarada Italia
- Con Mauro Orletti – “Però ci siamo divertiti” (Exòrma, 2025) e Gabriele Barberis – “Senali in codice” (SEM, 2023)
Due romanzi raccontano l’Italia come un intrigo spettacolare tra mistero e ironia. Mauro Orletti, in “Però ci siamo divertiti”, compone una saga lucida e beffarda dal Risorgimento a Giorgia Meloni, tra eroi, cantanti e rivoluzionari. Gabriele Barberis, con “Segnali in codice”, ci porta invece nell’Italia torbida degli anni di piombo, dove le scelte di ieri pesano come ombre sul presente.
Ore 19.00 – Piazza della Libertà
L’antieroe del giallo italiano
- Con Francesco Bozzi – “Il mostro di Urbino” (Solferini, 2025)
Il commissario Mineo colpisce ancora, portando in una Urbino enigmatica e affascinante un’esplosione di sicilianità, indolenza e irresistibile cinismo. L’antieroe del giallo per eccellenza creato da Francesco Bozzi, storico autore di Fiorello e scrittore di best seller, si riconferma, in questa nuova e travolgente avventura, come un paladino della legge e dell’ordine, della “Gazzatta dello Sport” e della buona tavola.
Ore 20.00 – Piazza della Libertà
Chiave Inglese – Ti racconto una canzone
- Con Edoardo Inglese
Ogni sera, la storia di una canzone. Le sue origini, le sue metamorfosi, chi l’ha cantata e chi l’ha dimenticata. Un viaggio tra note e memoria.
Ore 20.15 – Piazza della Libertà
Un amore alla lettera
- Con Antonio Moresco – “Lettera d’amore a Giacomo Leopardi” (Solferino, 2025)
Leopardi è diventato per Antonio Moresco il compagno di viaggio di tutta una vita, e allo stesso modo può esserlo per noi: un amico che non ci tradisce, che non ci abbandona, che sa farci sognare ma anche colpirci con la verità. Moresco compone con il più vivo, lirico e universale dei libri su Leopardi: racconta una giovinezza macerata di dubbi e illuminata di illusioni; ne attraversa il pensiero e l’opera ragionando su cosa sia – e cosa non dovrebbe essere – la letteratura; riscopre assieme a lui l’amore e la ribellione, la libertà e la morte; indaga sull’incombenza del male e sulla tentazione della felicità.
Ore 21.00 – Piazza della Libertà
Timore e speranza
- Con Giuliana Vitali – “Nata nell’acqua sporca” (Perrone, 2025), Peppe Millanta – “Il pescatore di stelle” (Rizzoli, 2025) e Giulia Meta – “Io non sono nata coraggiosa” (@metavagante, 2025)
Tre romanzi sull’inquietudine e sulla rinascita, sulla ricerca e sul cammino. In “Nata nell’acqua sporca”, Giuliana Vitali racconta l’assenza, l’amore tossico e la resistenza emotiva di Sara, cresciuta tra silenzi e rovine a Napoli. Peppe Millanta, con “Il pescatore di stelle”, ci regala invece un inno alla speranza condivisa: i sogni, come le stelle, si pescano meglio se si alza insieme lo sguardo. E in “Io non sono nata coraggiosa” Giulia Meta narra di come il cammino ti cambia la vita.
Ore 22.00 – Piazza della Libertà
Direzioni ostinate e contrarie
- Con Valeria Tron – “Pietra dolce” (Salani, 2024) e Vito Di Battista – “Dove cadono le comete” (Feltrinelli, 2025)
Due voci delicate e potenti raccontano l’Italia dei margini e dei silenzi. Valeria Tron, con “Pietra dolce”, ci conduce tra le montagne della Val Germanasca, dove una frana svela ferite antiche e amicizie che salvano. Vito Di Battista, in “Dove cadono le comete”, intreccia destini sull’Adriatico del 1938, tra maternità negate, poesia e gesti d’amore che sfidano il giudizio del mondo.