Festival delle Storie 2026: gli autori della seconda serata a Gallinaro

Dopo la luce di Fratello Sole, il cammino del Festival delle Storie, ispirato quest’anno al Cantico delle Creature, proseguirà seguendo un altro elemento essenziale: Sorella Acqua. Limpida, paziente e vitale, l’acqua non conosce confini. Scorre, collega, custodisce memorie, modella il paesaggio e accompagna da sempre il viaggio dell’uomo.

È proprio questo il filo che attraversa la seconda serata del festival, in programma il 24 agosto nell’antico borgo medievale di Gallinaro, nel cuore della Valle di Comino. Un luogo che, come l’acqua, conserva la memoria del passato e continua a rinnovarsi, accogliendo storie, idee e prospettive diverse. Gli ospiti della serata saranno protagonisti di un percorso in cui la cultura diventa un fiume capace di mettere in comunicazione discipline, esperienze e generazioni.

L’acqua della memoria

Ogni fiume nasce da una sorgente. Così accade anche per la storia, che trova forza nelle sue origini e continua a scorrere attraverso il tempo. Riccardo Tamburro, laureato in Lettere e volto di Passato e Presente come “giovane storico”, dedica la propria ricerca alla comprensione del passato, oggi approfondita attraverso un dottorato internazionale tra l’Università Grenoble Alpes e l’Università Federico II di Napoli.

Il suo lavoro ricorda che la storia non è mai immobile: è un corso d’acqua che attraversa i secoli, alimentando il presente e offrendo nuovi strumenti per interpretare il futuro.

L’acqua delle parole

Le parole, come l’acqua, possono scavare lentamente, trasformare, nutrire e creare legami.

È questa la forza della scrittura di Vincenza Alfano, scrittrice, giornalista e docente di italiano e latino. Da anni accompagna lettori e aspiranti autori attraverso la narrativa, il giornalismo culturale e il laboratorio di scrittura creativa Officina delle parole, dove ogni storia nasce come una sorgente destinata a trovare il proprio corso.

Accanto a lei, Angela Flori, docente di italiano e latino e oggi impegnata presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito nell’attuazione del PNRR, porta una riflessione sul valore del linguaggio e della formazione. I suoi studi in semiotica e linguistica raccontano come le parole siano strumenti capaci di dare forma al pensiero, proprio come l’acqua plasma il territorio che attraversa.

L’acqua che attraversa le emozioni

Ci sono romanzi che scorrono con la naturalezza di un fiume e arrivano al lettore con la forza del mare. È il caso delle opere di Catena Fiorello, una delle autrici più amate della narrativa italiana contemporanea. Scrittrice, autrice televisiva e conduttrice, ha saputo raccontare con autenticità legami familiari, identità e radici, trasformando storie intime in racconti universali. Dal suo romanzo Picciridda è nato anche un apprezzato adattamento cinematografico, a conferma della capacità delle sue narrazioni di attraversare linguaggi diversi.

L’acqua come scoperta

Se esiste un ospite che incarna perfettamente lo spirito di Sorella Acqua, è Alberto Luca Recchi. Esploratore, fotografo subacqueo e divulgatore scientifico, ha dedicato la propria vita alla conoscenza e alla tutela degli oceani, trasformando il mare in un grande racconto collettivo.

Primo e unico italiano ad aver pubblicato un libro fotografico con National Geographic, autore insieme a Piero e Alberto Angela di numerosi volumi dedicati al mare, Recchi ci ricorda che sotto la superficie dell’acqua esiste un universo ancora capace di stupire, emozionare e insegnare.

L’acqua che racconta il mondo

L’acqua collega terre lontane e culture diverse. Allo stesso modo il giornalismo costruisce ponti tra le persone, trasformando fatti e storie in conoscenza condivisa.

Sergio Barducci, giornalista, conduttore televisivo e scrittore, da decenni racconta il mondo attraverso la televisione e la saggistica. Storico caporedattore di San Marino RTV, collaboratore di Maurizio Costanzo e autore di numerosi libri, ha ricevuto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella l’onorificenza di Cavaliere della Stella d’Italia per il suo contributo alla cultura e all’informazione.

L’acqua che diventa voce

L’acqua non conosce un solo linguaggio: può essere canto, silenzio, movimento. È la stessa pluralità che anima il percorso artistico di Damiana Leone, regista, attrice, cantante, autrice e direttrice artistica della compagnia teatrale Errare Persona.

Da anni il suo lavoro attraversa il teatro sociale, i progetti nelle carceri e la ricerca sulle tradizioni musicali del Mediterraneo, dimostrando come l’arte possa diventare uno spazio di incontro, inclusione e trasformazione. Un flusso continuo di esperienze che, proprio come l’acqua, supera barriere e crea nuove connessioni.

Un fiume di storie nel cuore della Valle di Comino

Nel Cantico delle Creature, San Francesco definisce l’acqua “molto utile, umile, preziosa e casta”. È una descrizione che sembra adattarsi perfettamente allo spirito della seconda serata del Festival delle Storie.

Tra le strade in pietra e l’atmosfera senza tempo di Gallinaro, antico borgo medievale della Valle di Comino, il pubblico sarà accompagnato in un viaggio dove storia, letteratura, educazione, esplorazione, giornalismo e teatro si intrecciano come affluenti dello stesso fiume.

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