Le storie di chi racconta il Vento | Gli ospiti del 25 agosto

Il 25 agosto, il festival fa tappa a Settefrati, uno dei borghi più suggestivi della Valle di Comino, incastonato tra i boschi e le montagne del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Qui il vento non è soltanto un fenomeno naturale: è movimento, cambiamento, libertà.

È proprio questa immagine a unire gli ospiti della serata: donne e uomini che, attraverso il giornalismo, la letteratura, il teatro, l’illustrazione, la fotografia, la divulgazione e lo sport, hanno trasformato il proprio lavoro in un soffio capace di attraversare il tempo e raggiungere migliaia di persone.

Il vento che dà voce alle storie

Il vento è fatto di suoni. A volte è un sussurro, altre una raffica improvvisa. È una presenza che non si vede ma si percepisce con forza. È da questa materia impalpabile che nasce il lavoro di Aurora Piaggesi, performer e autrice che intreccia narrazione teatrale e rumorismo dal vivo. Nei suoi spettacoli il suono diventa racconto, mentre comicità, emozione e linguaggio cinematografico si fondono in un’esperienza che coinvolge tutti i sensi.

Anche Mariano Sabatini, scrittore, giornalista e autore televisivo, ha fatto della parola il proprio elemento naturale. Dai quotidiani alla radio, dalla televisione ai libri, il suo percorso racconta la capacità delle storie di viaggiare attraverso media diversi, raggiungendo pubblici sempre nuovi senza perdere profondità.

Il vento che alimenta la creatività

C’è un vento che muove l’immaginazione e dà forma alle immagini prima ancora che esistano. Lo conosce bene Enrico Satta, illustratore, art director e regista pubblicitario di fama internazionale, che ha affiancato alla comunicazione visiva la passione per la narrativa. Nei suoi lavori convivono il segno grafico e il racconto, dimostrando come ogni immagine possa essere l’inizio di una storia.

Lo stesso dialogo tra parola e immagine caratterizza il percorso di Claudio Marinaccio, fumettista, illustratore e scrittore, tra le firme più autorevoli del giornalismo disegnato italiano. Le sue tavole, pubblicate sulle principali testate nazionali, raccontano l’attualità con uno sguardo capace di sintetizzare, emozionare e far riflettere.

Il vento dell’innovazione

Il vento è il simbolo del cambiamento. Invisibile ma costante, modifica gli equilibri e apre nuove direzioni.

Paolo Maria Innocenzi, ingegnere ed esperto di Change e Knowledge Management, lavora nel campo dell’innovazione tecnologica e della cybersecurity, occupandosi proprio di quei processi che accompagnano la trasformazione delle organizzazioni e della società. Come saggista e opinionista, riflette sulle sfide di un presente sempre più connesso, dove le idee si diffondono con la rapidità del vento.

Il vento della poesia

Le poesie sono parole leggere solo in apparenza. In realtà, come il vento, riescono ad arrivare lontano.

Mara Sabia, docente e studiosa di letteratura italiana, coltiva da anni questa dimensione attraverso il progetto La Setta dei Poeti Estinti, di cui è partner dal 2016. Una comunità nata per riportare la poesia al centro della vita quotidiana, restituendole la capacità di parlare alle persone.

Accanto a lei, Emilio Fabio Torsello, giornalista, documentarista e autore, è il fondatore dello stesso progetto. La sua esperienza tra documentari, reportage e narrativa dimostra come la cultura possa diventare un luogo d’incontro in cui le parole continuano a circolare, proprio come l’aria che respiriamo.

Il vento che racconta il nostro tempo

Il vento trasporta notizie, opinioni, racconti. È una metafora perfetta per il giornalismo, che ogni giorno mette in comunicazione il mondo.

Carlo Annese è stato tra i pionieri di questa trasformazione, fondando Piano P, il primo podcast giornalistico italiano di qualità, e contribuendo oggi alla produzione delle serie audio del Corriere della Sera. La sua carriera racconta come il modo di informarsi continui a evolversi, seguendo nuove rotte e nuovi linguaggi.

Anche Roberto Maida, giornalista sportivo con un lungo percorso tra Tele+, Mediaset, Corriere dello Sport e oggi Gazzetta dello Sport, ha attraversato decenni di informazione sportiva, raccontando non solo il calcio, ma il cambiamento del giornalismo stesso.

Con loro, Paquito Catanzaro, giornalista, autore e promotore culturale, porta una visione della letteratura come esperienza condivisa. Attraverso laboratori di scrittura, festival e il blog Il Lettore Medio, continua a creare occasioni di incontro tra libri e lettori, facendo viaggiare le storie ben oltre le pagine.

Il vento che custodisce la memoria dei popoli

Ogni cultura nasce dall’incontro e dallo scambio. È un continuo movimento di persone, tradizioni e racconti.

Da anni Mauro Minervino, antropologo culturale, studia proprio questi fenomeni, osservando come le comunità costruiscano la propria identità attraverso il dialogo tra passato e presente. Docente, autore televisivo e collaboratore del Corriere della Sera, il suo lavoro invita a guardare il territorio non come un luogo immobile, ma come uno spazio attraversato da idee, migrazioni e trasformazioni.

Il vento delle grandi imprese

Chi pratica sport conosce il vento meglio di chiunque altro. Può essere un ostacolo o un alleato, ma impone sempre di trovare il proprio equilibrio.

Maria Rosa Quario, ex sciatrice della Nazionale italiana e oggi giornalista e commentatrice sportiva, ha vissuto il vento sulle piste di tutto il mondo. Le sue vittorie in Coppa del Mondo e la successiva esperienza nel racconto dello sport testimoniano come la passione possa trasformarsi in una nuova forma di narrazione.

Il vento che ferma il tempo

Il vento è movimento. La fotografia è l’arte di fermarlo.

Anna Camerlingo, fotografa professionista, visual designer e giornalista, racconta da anni il cinema italiano attraverso gli scatti realizzati sui set di registi come Marco Bellocchio e delle più importanti produzioni Rai. Le sue immagini custodiscono l’istante in cui tutto accade, trasformando ciò che è destinato a passare in memoria permanente.

Le storie prendono il volo

Nel Cantico delle Creature, San Francesco loda Dio “per frate Vento, et per aere et nubilo”. Un invito a riconoscere il valore di ciò che non possiamo trattenere ma che rende possibile la vita.

È questo lo spirito della serata di Settefrati, dove il Festival delle Storie celebra il vento come simbolo della circolazione delle idee, della libertà del pensiero e della forza della cultura. Tra letteratura, giornalismo, arte, fotografia, innovazione, antropologia e sport, il pubblico sarà accompagnato in un viaggio in cui ogni ospite rappresenta una corrente diversa dello stesso respiro.

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