Ci sono luoghi che continuiamo a chiamare casa anche quando li abbiamo lasciati da anni. Non è soltanto una questione di geografia. È la terra che ci ha insegnato le prime parole, le persone che ci hanno cresciuti, i paesaggi che continuano ad abitare la nostra memoria anche quando siamo lontani.
Francesco la chiama Madre Terra perché da lei riceviamo tutto: il nutrimento, il tempo, le radici. Ma ogni radice è anche una domanda. Da dove veniamo? Cosa scegliamo di custodire? E cosa, invece, abbiamo il coraggio di cambiare?
La quarta giornata del Festival delle Storie 2026 è dedicata proprio a questo. Ai legami che ci formano, alle eredità che riceviamo, al paesaggio che siamo chiamati a proteggere e alle persone che incontriamo lungo il cammino. Perché crescere non significa recidere le proprie radici, ma imparare a farle fiorire altrove.
Scopri il programma del 26 agosto a Casalvieri
Ore 11.00 (Il Falconiere – Vicalvi)
Grazia Pulvirenti
Rainer e Salomé
Rilke e Lou von Salomé, musa di Nietzsche e compagna di Rilke. Un rapporto che ha attraversato la cultura europea.
Ore 12.00 (Il Falconiere – Vicalvi)
Il sale della terra
Si nasce dentro una famiglia come dentro una terra: senza averlo scelto. Due scrittrici scavano là dove i legami di sangue diventano radice e ferita.
Cettina Caliò
L’estremo forte degli occhi
Lontananza, silenzio, angoli lontani a cui rivolgere lo sguardo, fratture e rovine.
Luisa Trimarchi
Nel nome del padre
Fantasmi di famiglia. Due racconti di radici, di colpe e di eredità che pesano e formano.
Ore 17.00
Il gioco del diavolo
Umberto Marino
Tennis
Il tennis è lo sport del diavolo soprattutto nei campi amatoriali, dove più forte è la metafora della vita.
Ore 18.00 (Collegiata dei Santi Giovanni Battista e Evangelista)
Quel che resta della Terra
Un geologo che conosce le acque della Valle di Comino e un manager specializzato nel riciclare acque industriali e terre rare si incontrano per raccontare la madre terra.
Marco Codognola e Michele Saroli
Ore 19.00 (Piazza Municipio)
Restituire alla luna le maree: il nido della cincia
Graziano Gatti Quadri, David Duszynski, Massimo Betti
Cornetta, voce, chitarra. Un ragazzo che, sentendo cantare una cincia, da cacciatore diventa poeta. La «bassa» bergamasca cara a Ermanno Olmi.
Ore 20.00 (Piazza Municipio)
Mi vuoi sposare?
Aurora Piaggesi e Giulia Vertua
Dal balcone di una terrazza sul mare, Aurora cerca il coraggio di chiedere a Giulia di sposarla. Nel farlo ripercorre la loro storia passata e futura, realizzando quanto ufficializzare la loro unione segnerà uno spartiacque nella sua vita. Uno spettacolo dove la comicità incontra il dramma, e lo Storytelling abbraccia il rumorismo.
Ore 21.00 (Piazza Municipio)
Antonello Pasini
La sfida climatica. Dalla scienza alla politica
Come sta cambiando il clima? Lo racconta Antonello Pasini, fisico del CNR ed esperto di sistemi complessi.
Ore 22.00 (Collegiata dei Santi Giovanni Battista e Evangelista)
Gaetano Quagliariello
Il principe e la repubblica
Storico e senatore, racconta il rapporto tra il potere e le istituzioni della Repubblica (Luiss University Press).
Ore 23.00 (Piazza Municipio)
Federica Ravera
Albero nostro
Per i quarant’anni de L’albero degli zoccoli di Ermanno Olmi, un documentario raccoglie le voci di chi fece il film e dei testimoni della civiltà contadina.
Vivi il Dopo Festival a Casalvieri
Ogni albero cresce perché le sue radici si intrecciano con la terra. Anche il Festival, sera dopo sera, costruisce qualcosa che non si vede ma che resta: una comunità fatta di incontri, racconti e persone che scelgono di fermarsi ancora un po’.
Il Dopo Festival è questo spazio condiviso. Le sedie si avvicinano, le distanze si accorciano e le storie continuano a mettere radici tra chi le ha raccontate e chi le ha ascoltate.
Ore 24.00 – Defaticamento: il Dopo Festival
Chi ci sta, ci sta. Chiacchiere e musiche in libertà, con ospiti e pubblico. Perché alcune radici non affondano nella terra, ma nelle relazioni. E sono quelle che continuano a nutrirci anche quando il Festival si conclude.