C’è un motivo se il Festival delle Storie 2026 comincia dal Sole. Nel Cantico delle Creature, Francesco lo chiama fratello. Non è soltanto la luce che illumina il mondo: è ciò che rende possibile ogni cosa. Il Sole non giudica, non sceglie, non divide. Si posa ovunque con la stessa generosità. Fa crescere i campi, scalda le pietre dei borghi, accompagna i passi di chi parte e di chi torna.
Per questo la prima giornata del Festival della Valle è dedicata alla luce che abita le persone. Quella che resiste anche quando la vita attraversa il buio.
I libri di questa giornata raccontano donne che ricuciono le ferite della memoria, investigatori che cercano la verità dentro il male, filosofi che riflettono sul nostro posto nel mondo, sacerdoti che parlano d’amore come atto di speranza, uomini e donne che continuano a scegliere la luce anche quando sarebbe più semplice arrendersi.
Sono storie di rinascita, di ricerca, di coscienza. Perché il sole non elimina le ombre: ci insegna semplicemente che esiste sempre una direzione verso cui camminare.
Il Festival delle Storie 2026 comincia così. Da una domanda antica e sempre nuova: dove nasce la luce che ci permette di raccontare il mondo?
Scopri il programma dettagliato del 23 agosto a San Donato Val di Comino
Ore 11.00 – Una storia francescana
Carlo Befani
Un festival segnato dall’opera di San Francesco, di cui ricorrono gli 800 anni dalla morte. Non poteva che cominciare con un intellettuale e imprenditore umbro che fa i conti con il padre, con la sua terra, con la vita e con la morte.
Ore 12.00 – Ai confini del paese
L’avventura è a portata di mano: basta andare lì dove finisce la strada e comincia il bosco. È quell’arte che appartiene a chi non ha abbastanza anni alle spalle, o non è capace di invecchiare.
Caterina Falconi
Nel paese dai boschi profondi
Folk horror nell’Abruzzo ancestrale. Due fratelli da Bologna a un borgo di montagna, tra leggenda e realtà. Radici, magia, appartenenza.
Mariarosa D’Alia
Nodi di vetro
Alice ha diciassette anni e una casa che non è più casa. Una sera fugge e incontra Dra’. Tra diffidenza e tenerezza nasce un legame fragile.
Ore 17.00 – Donne della valle magica
Il «vento dell’altrove» esiste davvero, solo che non è per tutti. I fantasmi e gli alieni si fanno vedere anche alle cinque della sera.
Nicoletta Pesce
Alejandra
La storia del fantasma del Castello di Vicalvi ha fatto il giro del mondo. Un viaggio nella leggenda: storia, mistero e memoria.
Simone Ardovini
Sara nel mondo di stoffa
Sara ha tredici anni ed è una creatura di tessuto, da quando ha aperto gli occhi in un mondo fatto di stoffa e fili. Non ricorda come ci sia arrivata, né se ne uscirà.
Ore 18.00 – Camilleri, destino ritardato
Luca Crovi e Silio Bozzi
Cent’anni fa nasceva Andrea Camilleri. Un tuffo nell’infanzia, tra i gialli di famiglia scoperti in soffitta. I primi passi di chi avrebbe cambiato la narrativa italiana.
Ore 19.00
Paolo Sortino
Amanti elementari
L’amore al punto di partenza: due homo sapiens che inventano il desiderio. Stupore, violenza, avventura. Forse il romanzo dell’anno.
Ore 20.00
Ugo Morelli
Terrestri, ultima chiamata
La Terra è diventata un villaggio globale, ma l’umanità si frammenta. Psicologo e docente alla Federico II, Morelli porta anche L’attesa.
Ore 21.00
Don Cosimo Schena
L’eresia di Francesco
Non il santo degli uccellini. Il Francesco in carne e ossa, tormentato e dirompente. Un libro che ha scosso il panorama letterario (Elledici).
Ore 22.00
Paolo Sodi
Amarena e altre storie
Regista e documentarista, ha raccontato l’orso marsicano con Path of the Bear. Ha girato per Geo il Gran Paradiso, la Camargue, il Delta del Po. Natura a pochi chilometri dall’orso.
Ore 23.00
L’alba dentro l’imbrunire
Francesca Carlini, Luciano D’Arpino, Paola Fontana, Rocco Lancia, Francesca Magliocchetti, Paolo Trento
Uno spazio sospeso dove il tempo rallenta. Battiato, l’alba dentro l’imbrunire: lo spettacolo-tributo all’universo poetico e musicale di Franco Battiato.
Vivi il Dopo festival a San Donato Val di Comino
Quando l’ultimo incontro finisce e il palco si svuota, il Festival non è ancora finito. Al Dopo Festival le storie cambiano voce. Ospiti, lettori, musicisti e curiosi si ritrovano senza più distanze, attorno a un bicchiere, a una musica improvvisata, a una conversazione che continua fino a notte.
È il momento in cui Fratello Sole lascia il posto al cielo stellato, ma la sua luce non si spegne. Passa semplicemente da una piazza alle persone. Diventa ascolto, amicizia, incontro.
Perché la luce più preziosa è quella che sappiamo portare con noi anche nel buio.
Ed è forse questo il senso più profondo del Festival delle Storie: creare armonia tra sconosciuti, trasformare una comunità di spettatori in una comunità di persone che, almeno per una sera, hanno condiviso la stessa storia.
Ore 24.00 – Dopo Festival
Chi ci sta, ci sta. Le storie continuano sottovoce, tra musica, chiacchiere e un bicchiere condiviso. Perché alcune narrazioni non finiscono con un applauso: continuano nelle relazioni che sanno accendere. E, come il sole che tramonta per tornare a sorgere, lasciano una luce capace di accompagnarci anche nella notte.