Ogni terra conserva una storia.
Non soltanto quella scritta nei libri, ma quella custodita nelle pietre, nei sentieri, nelle mani di chi continua ad abitarla. Casalvieri, piccolo borgo affacciato sulla Valle di Comino, sembra nascere proprio da questo dialogo tra il paesaggio e la memoria.
È qui che, il 26 agosto, il Festival delle Storie 2026 fa tappa con Sorella Madre Terra, la giornata dedicata alle radici, all’appartenenza e al rapporto profondo che lega l’uomo alla terra. Una scelta che nasce dalla natura stessa del borgo e continua a vivere attraverso la comunità.
Il borgo dove la memoria prende forma
Passeggiare nel centro storico di Casalvieri significa attraversare secoli di storia.
Le vie si snodano tra edifici impreziositi da portali e finestre in pietra, mentre Palazzo Cellitto, conosciuto come Villa dei Misteri, incuriosisce con i suoi raffinati fregi massonici. Poco distante, Palazzo Boncompagni e Palazzo Iacobelli raccontano il passato di un borgo che, dalle antiche popolazioni volsche fino alle grandi famiglie feudali, ha costruito nel tempo la propria identità.
Il cuore del paese è la Collegiata dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista, capolavoro del Settecento che custodisce l’Assunta del Cavalier d’Arpino, preziose sculture lignee e le reliquie di Sant’Onorio, patrono di Casalvieri.
Qui il patrimonio artistico non è soltanto memoria. È parte della vita quotidiana del borgo.
Sorella Madre Terra: un legame che continua
Nel Cantico delle Creature, San Francesco chiama la terra “sorella” e “madre”. È l’immagine di una natura che sostiene, accoglie e accompagna il cammino dell’uomo.
Casalvieri sembra custodire naturalmente questo significato.
Il borgo guarda la Valle di Comino dall’alto del suo colle, mentre il fiume Melfa attraversa il territorio e il Tracciolino segue il suo corso collegando la valle al territorio del Liri. Un paesaggio che ha ispirato anche il cinema e che continua a raccontare un rapporto autentico tra la comunità e la terra.
Così accade anche alle storie.
Affondano le proprie radici nel passato e continuano a crescere ogni volta che qualcuno sceglie di ascoltarle.
Tra fede e paesaggio
Poco fuori dal centro si trova il Santuario di Santa Maria delle Rose, monumento nazionale nato nel luogo in cui, secondo la tradizione, la Madonna apparve a una giovane pastorella in un roseto. Poco distante, gli scavi archeologici di Pescarola ricordano che queste terre custodiscono una storia ancora più antica.
Sono luoghi diversi, ma uniti dallo stesso filo.
Quello di una memoria che continua ad abitare il paesaggio.
Vivere Casalvieri durante il Festival delle Storie
Chi arriva a Casalvieri per il Festival scopre presto che gli incontri iniziano molto prima del primo autore.
Cominciano passeggiando tra i vicoli del borgo, osservando la Valle di Comino, fermandosi davanti a un portale scolpito o seguendo il corso del Melfa.
Poi arrivano le parole. E il paese continua a fare ciò che fa da secoli: accogliere storie, conservarle e consegnarle a chi verrà dopo.
Perché la terra non custodisce soltanto le radici degli alberi.
Custodisce anche quelle delle comunità.